Varici e contraccezione

a cura di Dott. Mario Forzaninipubblicato il 19-02-16

medicina


Numerosi studi hanno confermato che la pillola aumenta il rischio di flebite, trombosi ed embolia polmonare solo di 1,5 volte in soggetti sani, cioè senza varici.

 

La presenza di vene varicose e capillari non è di per sè una controindicazione assoluta all’uso della “pillola”., ma aumenta a 3-4 volte il rischio statistico di complicazioni . L’effetto dannoso è legato alla dose di estrogeni (sempre minore nelle ultime pillole) e al tipo di progesterone (quello di terza generazione è più rischioso dei primi). Questo effetto dannoso si traduce in una maggiore facilità del sangue a coagulare dentro i vasi.

 

Ogni Ginecologo tiene conto della presenza delle varici e  sa  che la pillola deve avere determinate caratteristiche.

 

Una volta accertato il rischio e prescritta la pillola più adatta, è nozione comune che i disturbi legati all’insufficienza venosa (pesantezza, crampi, gonfiore,dolori alle gambe, danni estetici da capillari, cellulite) aumentano con il suo uso  per effetto della ritenzione idrica che ad essa si associa inevitabilmente.

Bisogna pertanto mettere in atto tutte quelle precauzioni per alleviare i disturbi ( dieta con poco sale, movimento, uso di calza elastica). In presenza di evidenti varicosità, che da sole predispongono alla flebiti, è comunque preferibile trattarle (intervento chirurgico, scleroterapia, laserterapia).

 

In alcuni casi, in presenza di varici, la pillola è sconsigliata o addirittura controindicata; si tratta di situazioni cliniche nelle quali il rischio di flebiti, trombosi ed embolie polmonari è elevato anche per altri fattori. Queste situazioni comprendono:

 

- concomitante  fumo di sigarette: il fumo favorisce la coagulazione del sangue

- precedenti flebiti o trombosi della paziente

- storia familiare:  trombosi venose, incidenti vascolari (ictus, infarti ecc.), aborti spontanei del secondo e terzo trimestre, malattie immunologiche, accadute a familiari in età relativamente giovane ( sotto i 45 anni) (TROMBOFILIA)

 

In questi casi, prima di prescrivere la pillola occorre eseguire delle analisi del sangue mirate ad escludere la tendenza del sangue a coagulare; generalmente questa tendenza è familiare e bastano pochi esami per scoprirla ( antitrombina III, pro-C-global, Lac, omocisteinemia, emocromo con piastrine, fibrinogeno).

Solo se negativi occorre prescrivere altri esami più specifici.

 

E’ quindi importante sottolineare al Ginecologo ogni particolare sospetto per patologia trombotica nella propria storia clinica o nella storia della propria famiglia. Il Ginecologo ha sempre a disposizione un Angiologo in grado di indirizzare la diagnosi e calcolare i rischi dell’uso della pillola in questi soggetti.

In ogni caso il fumo va ridotto.

 

L’Angiologo è poi necessario quando si vogliano eliminare i disturbi dell’insufficienza venosa derivanti dall’uso della pillola, in particolare quando ci si accorge che, con il tempo, tendono ad aumentare il gonfiore delle gambe o dei capillari o quando insorgono vere e proprie vene varicose.