La salute informatizzata: amica o nemica?

a cura di Dott. Valentino Prandinipubblicato il 22-05-17

medicina


Quando entriamo in un ospedale “moderno” ci accorgiamo subito di vivere una realtà nuova, diversa, fin dal primo impatto visivo. Ovunque display, contatori con numeri progressivi, totem per la distribuzione, pannelli per le informazioni e così via. Ci sono sempre meno addetti pronti a rispondere alla classica domanda: ”scusi, a che piano si trova la ginecologia?”O meglio ancora “devo andare a trovare il signor Mario Rossi, credo ricoverato in Medicina, può controllare se c’è?”. L’informatica ha invaso e regolarizzato le nostre attività, recando indiscussi vantaggi dal punto di vista organizzativo: si sono regolarizzate le code disordinate agli sportelli, si sono ridistribuiti i pazienti nei reparti evitando gli antipaticissimi letti in corridoio, si programma e si regola ogni cosa, dalla cartella clinica aperta in accettazione fino alla dimissione, fino alla catalogazione negli archivi. Efficace l’utilizzo di programmi e software che ci permettono di interagire con altri ospedali, di vedere in tempo reale le immagini radiologiche, gli esami ed addirittura in streaming gli interventi in diretta dalle sale operatorie. Si può comunicare immediatamente attraverso il SISS con i medici di base ed inviare loro le lettere di dimissione, in pochi secondi si apre una pratica con l’INMPS evitando al paziente lunghe code dal curante, così come le ricette elettroniche e tanto altro. D’altra parte l’informatizzazione dei reparti ha portato anche qualche disguido, per gli operatori e per l’utenza. La programmazione è diventata rigida e inflessibile, non permettendo di intervenire con quel buon senso che in passato spesso ci aveva aiutato ad uscire da una situazione difficile. Quando i sistemi informatici si “piantano” sono dolori, si perde tempo e soprattutto non si eseguono pratiche e passaggi indispensabili per poter procedere oltre. Inoltre il rapporto medico paziente si è un po’ guastato, o meglio si è un po’ raffreddato, con tanto tempo dedicato ai computer ed alla ricerca di informazioni, inevitabilmente sottratto alla parte clinica vera e propria al letto del paziente. L’informatica mi ricorda tanto la procedura di avviamento della mia vettura, che quando un giorno si è scaricata una piccola batteria, mi ha lasciato a piedi, facendomi rimpiangere l’accensione con le vecchie chiavi. Ma il mondo va avanti e dobbiamo per forza fare i conti con la prepotente diffusione dell’informatica, anche e soprattutto in campo sanitario. Un piccolo esempio di questa straordinaria evoluzione è l’informatizzazione delle nuove sale operatorie, innovazione che ci permette di operare con tecnologia 3D o 4 K, su monitor da 65 pollici con in contemporanea immagini radiologiche che ci guidano come un navigatore durante le diverse fasi dell’intervento. Insomma, mettiamo tutto sui due piatti della bilancia ed alla fine possiamo con soddisfazione affermare che l’informatica vince, pesa di più, soprattutto, se la si saprà utilizzare al meglio.