I Capillari

a cura di Dott. Mario Forzaninipubblicato il 11-02-16

medicina


I ‘capillari’, correttamente definiti teleangectasie (TLA), sono dilatazioni permanenti delle venule del microcircolo del tessuto adiposo sottocutaneo alterato dalla cellulite. Colpiscono gli arti inferiori e la loro genesi, così come le caratteristiche morfologiche e strutturali,  sono diverse dalla couperose del viso o dalle alterazioni vascolari che colpiscono il tronco, il collo o altri distretti.

Le TLA si classificano in base alla loro forma e sede e alle caratteristiche del reflusso nella venula che li nutre e li sostiene (vena nutrice), spesso visibile come una piccola vena reticolare bluastra.

Alla base delle teleangectasie c’è un meccanismo di stasi microcircolatoria tipica della cellulite e quindi la prevenzione si basa sugli stessi principi. La ritenzione idrica svolge un’azione di sovraccarico sui vasi più piccoli che progressivamente cedono e si dilatano in maniera permanente, rendendosi visibili. Spesso, ma non sempre, coesiste una patologia varicosa, che va trattata per prima.

Una buona diagnosi clinica è in genere sufficiente per impostare la terapia corretta, ma è buona norma eseguire un ecocolordoppler venoso per escludere patologie di base. Una transilluminazione transcutanea si rende molto utile per evidenziare le vene nutrici clinicamente non visibili; si tratta di una metodica indolore  e non invasiva, eseguita con una fonte di luce fredda molto intensa trasmessa attraverso una fibra ottica applicata sulla cute, che illumina per trasparenza tutta la rete vascolare sottocutanea.

La sintomatologia ha una valenza estetica. Raramente qualche capillare particolarmente esteso può essere sede di microemorragie post-traumatiche o di fastidi (bruciore, prurito….) di scarsa importanza clinica. Le teleangectasie del piede e della caviglia sono invece quasi sempre espressione di problemi concomitanti del circolo venoso maggiore e spesso precedono anche di molto tempo complicazioni cutanee tipiche dell’insufficienza venosa, quali le dermatiti e le ulcere. In queste sedi i capillari dilatati non sono espressione di cellulite, ma di veri e propri problemi a carico del sistema safenico o profondo, che vanno affrontati in termini medico-chirurgici e non solo estetici, curando la patologia di base.

Trattare i capillari non è semplice e i risultati migliori si ottengono da chi ha più esperienza in merito. Tra i tanti metodi disponibili nessuno è in grado di ridurre la comparsa di nuovi capillari nel tempo, che è invece affidata ai metodi di prevenzione. Lo scopo della terapia è quello di ridurre e far scomparire i capillari presenti sulle gambe, in modo che non siano più visibili almeno ad occhio nudo e ad un metro di distanza.

La scleroterapia rappresenta ancora il metodo di base necessario per trattare i capillari più profondi e riconoscibili dal loro tipico colore bluastro. La scleroterapia si rende  necessaria per il trattamento della vena nutrice. Per questo è preferibile eseguirla con l’ausilio della transilluminazione. Attraverso l’iniezione nel capillare o nella venula che lo nutre) di un farmaco si ottiene una lesione della parete del vaso che nel tempo (quattro-sei settimane) va incontro a sclerosi, cioè trasformazione in un condotto chiuso, a sua volta riassorbito dall’organismo.  La metodica non è esente da rischi (allergie al farmaco, iperpigmentazioni…) anche se questi sono molto rari, soprattutto con i farmaci attuali e in mani esperte. E’ una metodica ambulatoriale e praticamente indolore. Particolari precauzioni vanno prese nei pazienti con agofobia (paura dell’ago), anche se oggi disponiamo di aghi finissimi (poco più grandi di un capello).

I farmaci sclerosanti sono svariati; ognuno possiede caratteristiche diverse per  efficacia, indicazioni, controindicazioni, rischi ed effetti collaterali. Ne esistono in forma liquida e schiumosa. La schiuma sclerosante è sicuramente più efficace, ma nelle TLA presuppone grande esperienza dell’operatore e va usata con molta cautela, in casi e sedi selezionati, soprattutto per il trattamento delle vene nutrici più importanti e nei reflussi maggiori.

Il laser è una metodica di fotocoagulazione. Una fonte di luce specifica viene trasformata in calore dalle strutture vascolari con effetto fotocoagulativo; si esegue per via transdermica ed è il metodo più recente e migliore per le forme di capillari più superficiali riconoscibili dal colore rosso vivo. E’ anche il metodo di scelta per i capillari più fini e piccoli, difficilmente sclerosabili. Si ottengono ottimi risultati senza rischi, ma il limite è rappresentato dal costo del macchinario che incide sul costo della seduta. E’ un metodo indolore. Negli arti infeiori il laser ha integrato, ma non sostituito, la scleroterapia. Nella couperose del viso invece il laser ha praticamente sostituito ogni altra forma di terapia.

La diatermocoagulazione è attualmente in disuso, anche se occorre riconoscerne l’importanza storica soprattutto per angiomi e couperose, prima dell’avvento dei laser.

L’associazione delle metodiche permette un più ampio e completo trattamento.

Esempio di capillari prima e dopo il trattamento